Alimentazione Food stories India Salute Travel

23 luglio

23 luglio. Il mare ha spianato tutto, sulla spiaggia niente più canyon o laghetti, e i pescatori hanno ricominciato la loro routine fatta di reti tirate a braccia e barche spinte nella schiuma ribollente dei marosi fino a oltrepassare il muro dei frangenti. Se solo quelle barche avessero due motori da cinquanta cavalli – una potenza a malapena turistica, dalle nostre parti – invece che da dieci, la fatica sarebbe dimezzata.

Colazione allegra, di pane, miele, frutta, germogli, caffè, succo di cocomero e tè ayurvedico.

Mi sovviene Il Padrino, la scena in cui il vecchio Don spiega a Michael che non avrebbe voluto passargli un testimone tanto scottante e che invece avrebbe voluto che lui diventasse uno di quei “pazzi da novanta”, magari il senatore Michael Corleone, ma che non c’era stato abbastanza tempo. Trovo che la rappresentazione di quel rimpianto vada al cuore di un grande tema in modo geniale, e non amo sperperare questa parola. Si cresce, ci si rafforza, ci si consolida, poi si muore, e questa è la vita. Immagino la stessa forma di rimpianto in mio padre, e un giorno in me. Vorremmo accompagnare i nostri figli alla completa realizzazione, sostenerli fino in cima alla montagna, ma è privilegio di pochi.

Oggi irritabile rispetto alle applicazioni, ok oli e polveri ma non soffro i balsami.

Detox, un giorno di dieta liquida. Esce un raggio di sole e il Kerala mostra la ruota come uno dei suoi pavoni. Passeggiata sulla spiaggia, pranzo con Lorraine, una signora irlandese deliziosa spedita qui da un saggio figlio, e le ragazze di Ferrara, ancora in tenuta da trattamenti.

Un fustacchiome dal ciuffo e dal mustacchio corvino, a petto nudo, sale su una palma alta come un campanile, la pota e raccoglie i cocchi maturi a rami interi. Poi discende come nulla fosse, e con calma passa a un’altra pianta, mentre un secondo uomo più anziano raccoglie foglie e cocchi e li porta via. Le signore del ristorante in visibilio, foto e filmini a mazzi, e sospiri al passaggio del Maciste nero dal passo lento, madido ma non affaticato.

Oggi viaggio nel sogno di un uomo all’apice del suo successo, grandi cose che ho già visto.

Pomeriggio di lavoro, cena di mille brodazze.

You Might Also Like

No Comments

Rispondi